EH!

3 dicembre 2015 § Lascia un commento

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EH! Beh insomma ora ne ho davvero abbastanza! Ora ne ho davvero abbastanza di rimanere nell’ombra. Ne ho davvero abbastanza di non vedere mai riconosciuti i miei meriti, i miei talenti, le mie capacità. Ne ho veramente abbastanza di ritrovarmi sempre a dover elemosinare con umiltà. A dover sempre ricominciare daccapo, a dovermi mettere sempre alla prova, a sentirmi sempre un principiante, a dover dimostrare sempre di più. Talenti ne abbiamo, da vendere! Mi merito ciò che mi spetta. Ciò per cui mi sono spezzata la schiena, in tutti i sensi. Tutti noi lo meritiamo. Arriva il momento di raccogliere ciò che si è seminato, e smettere di guardar crescere queste piantine che ormai fanno solo ombra a sé stesse.

TORTA DI MELE

75 gr noci

3 mele

succo di 1/2 limone

100 gr farina di grano saraceno

100 gr farina 00 setacciata

150 gr zucchero

1 bustina di lievito in polvere

1 cucchiaino di cannella in polvere

1 pizzico di sale

90 gr burro

2 uova

estratto di vaniglia

2 cucchiai di latte

50 gr uvetta

miele o sciroppo d’acero

Scaldare il forno a 180° C. Imburrare e foderare con la carta da forno una teglia per dolci. Sciogliere il burro in un pentolino a fuoco basso e metterlo da parte. Tagliare grossolanamente le noci, metterle su una teglia con carta da forno e infornarle per 8-10 minuti. Mettere in ammollo in acqua calda l’uvetta. Pelare e tagliare le mele a dadini e mescolarle con il succo di limone. In una ciotola capiente, mescolare le farine, lo zucchero, il lievito, la cannella e il sale. Aggiungere il burro fuso, le uova, l’estratto di vaniglia, il latte e mescolare bene, possibilmente con le fruste elettriche. Aggiungere le noci, l’uvetta e le mele. Versare il composto nella teglia e infornare per circa 50 minuti, inserendo al termine uno stuzzicadenti per verificare la cottura. Rimuovere dal forno e appoggiare la torta su una griglia. Spennellare la superficie con il miele o lo sciroppo d’acero, a preferenza. E’ ottima servita calda in un pomeriggio nebbioso….

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SEMPLICEMENTE.

25 novembre 2015 § Lascia un commento

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Lettera di Seneca a Lucilio

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto, raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore. Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va. Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro.

Ricominciare. Oggi. Da una nuova casa. Da un nuovo amore. Da un nuovo impegno. Da una nuova passione. Da una nuova luce. Ricominciare per dare un significato al passato. Ricominciare per permettere all’esperienza di avere un valore. Ricominciare perché nulla va perduto, nonostante la distanza faccia sfocare i ricordi. Ricominciare in questo momento, in questo bar, con questo caffè. In modo semplice, naturale, spontaneo, ascoltando ciò che di nuovo è entrato nella mia vita negli ultimi tempi. Imparando a togliere piuttosto che aggiungere. Imparando a fatica che comunicare è fonte di vita. Imparando ad alzare la voce, quando le parole espresse sono d’amore. Imparando che solo di me stessa posso avere paura. Solo del tempo perduto dietro a fantasmi ed illusioni. Imparando a vedere nella persona che ho al mio fianco la mia ricchezza, il mio miglior amico. Imparando a specchiarmi in lui ogni giorno, anche quando ciò che riflette non mi piace. Imparando che l’unione è la via, è la vita. Imparando ad espormi, a svelarmi, a spogliarmi. Imparando ad aprirsi alla semplicità della propria essenza. Imparando a darsi la possibilità di non sapere, per poter scoprire nuove vie, vedere nuovi aspetti, ascoltare nuove melodie, respirare nuova aria, vivere nuova vita.

TORTA SEMPLICE

120 gr farina

1 cucchiaino di lievito in polvere

120 gr zucchero

120 gr burro demi-salè

2 uova

la buccia di un limone grattugiata

Accendere il forno e portarlo a 180° C. Imburrare una teglia da plumcake. In un pentolino, sciogliere il burro a fuoco basso. In una ciotola abbastanza capiente, mescolare con le fruste zucchero e uova, fino a sbiancarli. Aggiungere il burro sciolto al composto. Aggiungere la buccia di limone grattugiata. Aggiungere infine la farina setacciata e il lievito, mescolare molto bene, e con l’aiuto di una spatola, raccogliere il composto dalle pareti della ciotola. Versare tutto nella teglia imburrata e infornare per circa 40 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare su una griglia.

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THE BEGINNING OF A JOURNEY.

22 febbraio 2015 § Lascia un commento

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Questa settimana ho ricevuto una notizia bellissima. Una notizia che mi ha fatto saltare, che mi ha fatto brillare gli occhi, che mi ha riempito il cuore di gioia. Da un bel po’ non mi succedeva di provare una sensazione simile. Bello. Molto bello. L’inizio di un percorso, arrivato un po’ per caso, senza averci pensato troppo in anticipo, senza averlo pianificato. Quasi una sorpresa. Il primo passo è stato fatto, il primo di tanti che mi aspettano, e che non so dove siano diretti, non ho idea di dove mi porteranno con precisione. Seguirò l’onda. Ma so per certo che avrò dei compagni di viaggio straordinari. Grazie.

BRIOCHES

140 gr farina 00

140 gr farina di manitoba

80 gr zucchero

5 gr sale

10 gr lievito di birra

5 uova

180 gr burro

80 gr granella zucchero

Versare la farina setacciata in una grossa ciotola, aggiungere lo zucchero, il sale e il lievito (attenzione che il lievito non sia a contatto con lo zucchero e il sale). A parte sbattere 4 uova e aggiungerle alla farina, mescolando con un cucchiaio di legno, e in seguito impastare con le mani. Aggiungere il burro a pezzetti e continuare a impastare. Le mani non devono essere calde altrimenti il burro si distacca dall’impasto, se preferite potete preparare l’impasto nella planetaria con il gancio. Mettete l’impasto in un recipiente, copritelo con un panno umido e fatelo lievitare per un paio d’ore in un luogo temperato. Al termine, comprimete l’impasto e piegatelo per ridargli il suo volume iniziale. Sistemato quindi l’impasto in frigorifero per un paio d’ore ancora. Al termine lavorate leggermente l’impasto. Su di un piano di lavoro infarinato lavoratelo dandogli la forma di un cilindro, e tagliate dei pezzetti tutti uguali del peso di 50 gr. Con le mani schiacciate ogni pezzo e lavoratelo per formare delle palline. Disponete su una teglia rivestita di carta da forno e lasciatele riposare per un paio d’ore a temperatura ambiente, meglio se intorno a 30°C. Preriscaldate il forno a 180°C. In una ciotola rompete l’uovo rimasto, sbattetelo e spennellatelo sulle palline. Ricopritele di granella di zucchero e infornate per 12/15 minuti. Sfornatele e lasciatele raffreddare leggermente. Sono squisite tagliate a metà e farcite con marmellata.

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THE DAMAGE REPAIRED.

12 febbraio 2015 § Lascia un commento

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Ouf….che fatica! Finalmente mi sono fermata. Stop. Come al solito è stato il mio corpo a lanciarmi il segnale d’allarme. Basta! E per fortuna che qualcosa l’ho imparata e mi sono fermata appena in tempo, sul ciglio del burrone, senza rischiare di scivolare giù e rimanere appesa ad un ramo con il nulla sotto i piedi e la speranza vana che arrivi una mano a trarmi in salvo. Ho tirato il freno a mano, ho lanciato l’ancora, ho aperto il paracadute. In extremis. Non me ne compiaccio per nulla, anzi. Perché tra i mille talenti straordinari che posso avere, c’è quello di essere in grado di ripetere lo stesso errore all’infinito. C’è quello di aver imparato la lezione, ma di voler proprio averne la certezza, nel caso mi fosse sfuggito qualcosa, per cui ripeto l’anno di mia spontanea volontà. Potrei anche limitarmi a dare qualche materia a settembre (come ai miei tempi) e invece preferisco ripetere tutto dall’inizio, non si sa mai. E finisco incagliata nei soliti punti. Come la vedetta del Titanic, mi vanto di percepire al buio un iceberg dal semplice odore a chilometri di distanza, e mi ritrovo surgelato sul fondo dell’oceano. La mia incapacità a mettere in pratica la teoria da dove nasce? Dove si trova il pulsante che collega l’azione alla mente? L’hanno nascosto così bene? Sono proprio sicuri di avermelo dato in dotazione, o se lo sono dimenticati? Sto cercando, ma forse non abbastanza bene. O forse è difettoso e devo farlo riparare. E a me piace riparare le cose, “perché solo le persone intelligenti sanno trarre soddisfazione dalle riparazioni“, una saggia persona m’ha detto. Negli ultimi tempi ho lasciato che le cose andassero alla deriva, ho trascurato aspetti fondamentali della vita, della mia vita pardon, perché ora più che mai mi è chiaro come le cose importanti nella vita non siano le stesse per tutti. Mi sono fermata e ho visto dov’è il guasto, la crepa, la frattura. Ma non c’è nulla che con un po’ di colla e una pinza io non possa riparare e far tornare a funzionare.

PUMPKIN PIE

Per la base:

160 gr farina

1/2 cucchiaino sale

1 cucchiaino zucchero

110 gr burro freddo a pezzetti

Per il ripieno:

1 zucca di circa 2/3 kg

180 gr zucchero

20 gr miele

1 cucchiaino zenzero in polvere

2 cucchiaini cannella in polvere

1/2 cucchiaino noce moscata grattugiata

1/2 cucchiaino sale

360 ml panna fresca liquida

3 uova

Preriscaldare il forno a 210°C e riporre le due metà della zucca private dei semi a cuocere per circa un’ora o fino a quando la zucca non sarà morbida. Sfornate e lasciate raffreddare, dopodiché togliete la buccia e passate la polpa col minipimer fino a renderla liscia e omogenea. Per la base della torta, unite la farina setacciata con il sale e lo zucchero, aggiungete il burro freddo a pezzetti e lavorate il tutto nel robot con il gancio a foglia, fino a quando il composto non risulterà granuloso. Aggiungete 3 cucchiai di acqua ghiacciata e mescolate velocemente. Versate l’impasto su un piano infarinato e impastate velocemente e rapidamente con le mani. Appiattite l’impasto e dategli la forma di un disco, avvolgetelo nella pellicola e riponetelo in frigo per un’ora. Terminato il tempo, stendete l’impasto su una superficie leggermente infarinata e adagiatela in una tortiera  di 22 cm di diametro, e riponetela in freezer per circa 20 minuti. Estratta la tortiera dal freezer, rivestitela la basa con un foglio di carta da forno e ricoprite di fagioli secchi o simili, infornate per 20 minuti, dopodiché eliminate i fagioli e la carta da forno e terminate la cottura con altri 5 minuti in forno. In una pentola cuocete 500 gr di polpa di zucca con lo zucchero, il miele, le spezie e il sale, e mescolate per 5 minuti. Togliete dal fuoco, aggiungete la panna liquida continuando a mescolare con la frusta, dopodiché aggiungete un uovo alla volta, mescolando bene. Versate il composto nella base precotta e infornate a 190°C per circa 30 minuti. Prima di sfornare, verificate che la torta al centro sia ancora un po’ tremolante. Fate raffreddare e servite accompagnando con un po’ di panna montata.
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TO A MAN.

14 dicembre 2014 § Lascia un commento

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Gli uomini che ti prendono e ti portano via. Non ne esistono più.

Gli uomini che ti scrivono solo per sapere come stai e come hai dormito, e augurarti buona giornata. Che attraversano la città di corsa solo per poter condividere con te un caffè e qualche minuto insieme. Quelli che, anche se non è di strada, ti accompagnano dove devi andare. Non ne esistono più.

Gli uomini che non hanno nulla da nascondere, a te, e che si stupiscono per averti raccontato storie così intime. Che ti raccontano la loro vita, che possono, e vogliono, mostrarti chi sono e da dove vengono, e non ne hanno timore. Non ne esistono più.

Gli uomini che ti ascoltano, anche se non sembra, e si ricordano di un piccolo particolare, talmente piccolo che nemmeno tu te lo ricordavi. Gli uomini che ti guardano negli occhi mentre ti parlano, e che ad un certo punto perdono il filo perchè si sono persi nel tuo sguardo. Quelli capaci di osservarti per ore, osservare ogni piccolo dettaglio della tua pelle e fremere nel sfiorarla delicatamente. Non ne esistono più.

Gli uomini che si preoccupano che tu non rimanga sola, nemmeno per una sera, nemmeno per poche ore. Che desiderano per te il meglio, che desiderano vederti felice. E che farebbero di tutto, se potessero. Non ne esistono più.

Gli uomini che apprezzano chi sei e quello che fai, e te lo dicono, ti dicono che sei brava. Gli uomini che ti portano via, ti portano al mare, per farti vedere i loro luoghi preferiti, il loro panorama, il tramonto, il bar dove amano bere il caffè, che ti fanno correre in vespa e si fermano ad un santuario per guardare il mare insieme. Non ne esistono più.

Gli uomini che un momento per te lo trovano sempre. Quelli che anche quando non riuscirebbero nemmeno a tenere gli occhi aperti per la stanchezza, ci sono. Quelli che anche quando non si può, riescono a guardare al futuro. Quelli che ti dicono che sei bella, e che ti fanno ridere. Non ne esistono più.

Gli uomini che, quando siete insieme, riescono a farti dimenticare tutto il resto del mondo intorno a voi.

Non ne esistono più. Forse….

BRIOCHES ALLA CANNELLA E UVETTA

200 ml latte intero

60 gr burro

450 gr farina di manitoba

1 cucchiaino sale

50 gr zucchero di canna

15 gr lievito di birra (io usato quello disidratato)

3 tuorli

Per il ripieno e lo sciroppo:

50 gr burro

100 gr zucchero bruno alla melassa

150 gr uvetta spezie (cannella, zenzero, noce moscata)

100 gr zucchero di canna

Mettere a bagno l’uvetta in acqua calda. Foderare una teglia rettangolare con la carta da forno. Per l’impasto delle brioches, scaldare il latte in un pentolino sul fuoco con il burro, mescolando fino al suo completo scioglimento. Mettere da parte e lasciare raffreddare. In una ciotola, mescolare la farina e il sale. Mescolare il lievito con lo zucchero ed aggiungere alla farina. Aggiungere i tuorli al latte e mescolare bene. Versare il composto liquido nella farina e mescolare. L’impasto sarà umido e colloso. Rovesciarlo su un piano di lavoro e impastare a mano per almeno 20 minuti. L’impasto all’inizio sarà appiccicoso ma dopo circa 20 minuti deve risultare lucido e morbido. Adagiarlo in una ciotola, coprire con un panno umido e tenere in un posto caldo a lievitare per un’ora. Al termine, porre l’impasto lievitato sul piano di lavoro e spianarlo fino a dargli una forma rettangolare di circa 25X35 cm, spesso 1 cm. Sciogliere il burro in un pentolino sul fuoco e spennellarlo sulla superficie. Coprire con lo zucchero alla melassa, l’uvetta strizzata e abbondante cannella. Arrotolare l’impasto, e tagliare delle fette di circa 2 cm di spessore, e adagiarle nella teglia, lasciando un minimo spazio per permettere un’ulteriore lievitazione. Coprire con un panno umido e far lievitare per 20 minuti in un posto caldo (ad es. sopra un termosifone). Nel frattempo, accendere il forno a 200°C. Trascorsi i 20 minuti, infornare per 30 minuti. Rimuovere dal forno e lasciare raffreddare. In un pentolino sul fuoco, far sciogliere lo zucchero di canna in 100 gr d’acqua, ed aggiungere le spezie a piacimento. Spennellare le brioches con lo sciroppo. _MG_5565_MG_5568 _MG_5632 _MG_5642 _MG_5653 _MG_5679

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