ONE BITE AT THE TIME. BUT NOW, YOU KNOW YOU CAN’T STOP.

28 marzo 2013 § Lascia un commento

giostra

Una sera, un incontro, una cena. E arriva un momento in cui un’emozione ti colpisce quando non te l’aspetti. I dubbi ti assalgono, le incertezze ti fanno tentennare, ma poi ti basta uno sguardo, uno sguardo nella direzione giusta, una semplice frazione di secondo, per cancellare tutto e fare esplodere dentro di te un’emozione sorprendentemente inaspettata. E senza rendertene conto, senza poterci fare nulla, perdi per un attimo il controllo, perdi per un attimo la capacità di indirizzare la tua mente e la tua attenzione, vorresti ma non ci riesci, il tuo corpo ha innescato il pilota automatico e ha preso il controllo senza chiederti nulla, e ti porta là dove tu nemmeno immaginavi di poter arrivare. Là dove la tua mente non ha più nessun potere, là dove odi solo un ronzio in lontananza, là dove il mondo intorno inizia a girare vertiginosamente, là dove un calore incontrollabile esplode e ti infiamma, ti accende. Sei salita su una giostra che gira, gira, gira. E mentre tu cerchi di annaspare in questo vortice di emozioni e di riprendere il controllo, nasce dentro di te la convinzione che non potrai più farne a meno, che ne vorrai ancora, ancora, e ancora, forse per sempre. Hai smesso di guardare davanti a te solo con gli occhi, hai smesso di darti risposte con la testa, hai smesso di usare la tua voce con i limiti della paura. E togli finalmente il pesante strato di polvere da quella cosa, quella cosa che torna a splendere in maniera accecante, quella cosa lì che ti fa dire ‘lo voglio’. Quella cosa che, come dicono, fa girare il mondo.

E’ questo che succede quando addenti il primo tartufo al cioccolato. E non solo quello.

TARTUFI AL CIOCCOLATO AROMATIZZATI

200 gr mandorle tostate

250 gr arance candite

200 gr zucchero a velo

70 gr rhum

400 gr cioccolato fondente

cacao amaro in polvere

Sciogliere a bagno maria il cioccolato. Frullare le mandorle, le arance e lo zucchero a velo, e aggiungere il rhum. Aggiungere il cioccolato fuso e mescolare bene. Far riposare in frigorifero per almeno un’ora. Poi con le mani modellare delle palline e farle rotolare nel cacao in polvere per ricoprirle. E dopo il primo morso, non potrete più fermarvi.

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IT’S SPRINGTIME: RUN AND CHANGE!

22 marzo 2013 § Lascia un commento

E’ arrivata la primavera!

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E’ arrivata ieri, lo so, sono un po’ in ritardo, è vero, ma ieri ne ho approfittato per godermi il sole e il vento fresco sul viso in sella alla mia bicicletta, pedalando per le vie gremite della città, in mezzo a gruppi di studenti seduti per terra nelle piazze, e nell’aria non solo si sentiva profumo di primavera, ma anche un sottile profumo di libertà. E’ così quando arriva questa stagione: vuoi uscire dal tuo gelido guscio invernale, vuoi tornare a muoverti, vuoi toglierti di dosso tutto il peso di quello che hai accumulato nei mesi passati, vuoi alleggerirti, vuoi tornare ad espanderti, vuoi ridare vita al tuo corpo assopito, vuoi liberarti di tutto il grigiore che ti si è appiccicato addosso e infiltrato tra le giunture, che ti ha rallentato, appesantito, ingoffato. E dentro di te non vedi l’ora che accada questo cambiamento, anzi, grazie al sole che brilla in alto nel cielo e ti scalda la pelle, ti senti pronto, senti che ha già iniziato il suo ciclo, e che non hai più un minuto da perdere! E così stamattina, senza tanti tentennamenti, ho infilato le scarpette ginniche e ho affrontato la prima corsa al parco della bella stagione. E ho corso, ho corso veramente tanto, non me l’aspettavo. Non so cosa mi abbia spinto, non so se stavo correndo via da qualcosa o verso qualcosa, non so, ma non mi sono fermata. Quando sono tornata a casa e ho guardato nel frigo alla ricerca del pranzo, ho trovato queste belle carote, perfette per questa giornata, le ho guardate e ho pensato ‘anche voi avete bisogno di un cambiamento!’. Non le solite noiose carote grattugiate o bollite, ma al forno e speziate. Ti allontani dal solito per provare qualcosa di insolito. E il risultato non può che essere ottimo.

E’ così quando arriva la primavera: inizi a correre e tutto cambia!

CARROT FRIES

1 kg carote

olio

pan grattato

erbe e spezie (maggiorana, basilico, timo, alloro, peperoncino, curcuma, zenzero, pepe)

sale

Ho pulito bene le carote perchè non volevo togliere la buccia. Le ho tagliate per lungo in 4 parti. Ho mescolato il pan grattato con le spezie e le erbe. Io ho usato quelle che avevo in casa e che mi piacciono, ma ognuno ha i propri gusti. Ho messo le carote tagliate in una bacinella, le ho irrorate con l’olio, cosparse col pan grattato aromatizzato, e ho mescolato tutto per bene, in modo che le carote fossero ricoperte del tutto. Le ho adagiate su una una teglia ricoperta di carta da forno e le ho infornate a 220° C per 20 minuti circa. Mentre cuocevano, mi sono preparata un frullato con alcune carote avanzate, una banana, il succo di mezzo lime, una fetta di zenzero fresco e abbondante miele. Quando le carote hanno raggiunto un bel colore e schiacciandole con le dita, al loro interno erano morbide, le ho tolte dal forno e le ho messe nel piatto, con una spruzzata di salsa barbecue…forse un po’ più di una spruzzata.

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THE SMILING INSPIRATION OF NOODLES

15 marzo 2013 § Lascia un commento

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“Tatami, quando mangi qualcosa di buono, sorridi proprio come una bambina”    La cena degli addii di Ito Ogawa

Il viaggio, la curiosità, la ricerca creano l’ispirazione. Anche un viaggio molto breve può portarti molto lontano. Anche un semplice viaggio in metropolitana fino alla tua libreria preferita può catapultarti in un mondo esotico di profumi, gusti, spezie. Seduta sullo sgabellino della Hoepli ho scoperto il libro di cucina giapponese di casa di Harumi Kurihara, che mi ha colpita per la sua semplicità e la genuinità delle sue ricette, e che mi ha fatto tornare in mente, o meglio sulla lingua, quei gusti assaporati qualche anno fa nella terra del sol levante. E sfogliando le pagine, quei gusti non mi sono sembrati più così lontani, potevo ricrearli facilmente nella mia piccola cucina di casa. Non c’ho pensato due volte, ho portato il libro a casa con me (e non è stato l’unico, ma degli altri ne parlerò un’altra volta). In realtà prima di arrivare a casa, ho fatto una tappa in una pescheria in corso di Porta Romana 51, dove mi sono gustata un piatto di ostriche bretoni con un bicchiere di vermentino fresco, e mi sono interamente immersa nelle parole e nelle foto del libro. Si sa che in Giappone il cibo e la sua forma hanno un ruolo fondamentale nella vita della sua gente, nei ricordi, nelle relazioni, nei passaggi delle età, nell’amore. C’è sempre un fatto legato ad un particolare cibo, ad un particolare gusto o profumo che evoca momenti passati, felici e meno felici. C’è sempre un po’ di magia in quello che ci si porta alla bocca. La stessa magia che ti ispira e ti spinge a tagliare, affettare, impastare, mescolare, friggere, bollire, arrostire, per raggiungere quel momento in cui gusterai quel cibo e sul tuo viso sboccerà quel sorriso, quello di quando eri bambina.

NOODLES FREDDI CON DAIKON E MAIALE IN SALSA DI MISO

100 gr noodles soba secchi

100 gr daikon

150 ml salsa di soja

100 ml mirin

30 gr zucchero semolato

30 gr katsuobushi (fiocchi di pesce secchi)

alghe nori, cipollotto o porro

Per il maiale:

2 fettine di lonza di maiale

30 gr zenzero fresco

una bustina di miso

1 cucchiaio zucchero semolato

30 ml mirin

30 ml salsa di soja

Per i noodles, in un pentolino unite la salsa di soja, il mirin, lo zucchero e due bicchieri di acqua, e mettete a cuocere a fuoco medio. Quando inizia a bollire, aggiungere il katsuobushi e cuocere per 2/3 minuti. Togliere dal fuoco e far raffreddare, dopodiché filtrare la salsa. Nel frattempo metter a bollire dell’acqua in una pentola per i noodles e grattugiare il daikon.

Per il maiale, tagliare le fettine in 4, pelare e tagliare a fettine sottili lo zenzero. In una padella mettere il miso con 3 bicchieri di acqua, lo zucchero, il mirin, la salsa di soja e portare a ebollizione. Quando bolle, mettere la carne e lo zenzero, coprire con un coperchio, e lasciare cuocere finchè la salsa non si sarà rappresa.

Cuocete i noodles, scolateli e passateli sotto l’acqua fredda. Metteteli in una ciotola con il daikon grattugiato, il cipolloto o il porro tagliato a fettine sottili e le alghe nori tagliuzzate. Versate la salsa (che si chiama mentsuyu) con cura dal bordo della ciotola. Quella che avanza potete conservarla in una bottiglietta in frigorifero.

Nel frattempo la carne sarà cotta, mettete le fettine di maiale in una ciotola e cospargetevi sopra la salsa. E sorridete.

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BEACH HOUSE: SUMMER ILLUSION WITH MANGO SALAD

12 marzo 2013 § Lascia un commento

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“Nulla è più facile che illudersi, perchè l’uomo crede vero ciò che desidera.” Demostene

Per un attimo, per un solo brevissimo istante, ieri sera ho sentito la brezza marina tra i miei capelli. Ma è stata solo una semplice illusione. Perché la realtà era ben diversa. Ero appoggiata ad un muro, in fondo ad una sala gremita di ragazze con turbanti e uomini barbuti, con in mano una birra calda, immaginandomi cosa stesse succedendo su quel palco che non potevo vedere, e del quale potevo a malapena sentire la musica perché l’acustica pessima era aggravata dal vociare annoiato di sottofondo. Compreso il mio di vociare, perché alla fine ho rinunciato a stare sulle punte dei miei stivaletti scamosciati per scorgere un’ombra lontana che emetteva dei suoni languidi, a vantaggio di una piacevole e lunga chiacchierata con colui che fu il mio fidanzato, e che per forze maggiori esterne, vedo sempre più di rado. E così il concerto dei Beach House è passato, quasi come un’illusione. Che a volte ha il potere di essere più forte della realtà, e che a volte può nascondere per rendere meno abrasiva. E con ancora il profumo della salsedine tra i capelli, mi sono tuffata nella morbida polpa succosa di un mango, che inevitabilmente ha fatto riecheggiare il vento tra le palme nella mia cucina.

Ma era veramente solo tutta un’illusione?

MANGO SALAD

1/2 mango

1/2 avocado

una manciata di anacardi

insalata mista

spaghetti di riso

cubetti di ghiaccio

1/2 lime

miele

olio di cocco

olio di oliva

sale/pepe

Mettere a bollire l’acqua in un pentolino per gli spaghetti di riso. Fare la vinaigrette con il succo di lime, olio di cocco, olio di oliva, miele, sale e pepe. Sbucciare e tagliare a pezzetti il mango e l’avocado. Cuocere gli spaghetti di riso, scolarli e metterli in una ciotolina con i cubetti di ghiaccio per raffreddarli. Comporre l’insalata con l’insalata appunto, gli spaghetti di riso, l’avocado, il mango e gli anacardi, e irrorare il tutto con la vinaigrette. Chiudete gli occhi e accedete alla vostra illusione.

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RHUBARB JAM TART OF THE RAINY DAY AFTER

8 marzo 2013 § Lascia un commento

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In tempo di crisi, non si butta via niente. Anche la tanto detestata pasta frolla di ieri. Perché, pur avendomi dato diversi grattacapi, ammetto che è buona. E me ne è avanzata giusto un po’, giusto per farci un paio di crostatine, per togliermi dal tedio di queste giornate grigie e piovose che sembrano non avere più fine. Ah quanto rimpiango i temporali di Bali, fragorosi, torrenziali, impetuosi, dirompenti. Un minuto prima ero accecata dal sole, e il minuto dopo la pioggia scrosciante bagnava la mia pelle ancora calda.

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Dopo essere riemersa dai miei ricordi, decido che le crostatine saranno ripiene della squisita marmellata al rabarbaro e zenzero che ho fatto qualche tempo fa. Insomma, la giornata del riciclo.

MARMELLATA DI RABARBARO

1 kg rabarbaro

400 gr zucchero

1 limone

2 cucchiai di zenzero in polvere ( o polpa di zenzero fresco)

Pulire e tagliare a pezzetti il rabarbaro, mescolarlo in una ciotola con lo zucchero, il succo del limone e lo zenzero, coprire e mettere in frigorifero per qualche oretta. Il rabarbaro rilascerà il suo succo. Mettere poi tutto in una pentola e cuocere a fuoco molto basso per 40 minuti circa, fino a quando raggiungerà la consistenza che preferite. E poi invasate con il vostro metodo.

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Quindi, proseguendo con le mie crostatine, la marmellata era già pronta, la frolla era già pronta, cosa potevo fare per dare un senso alla mia operosità?? Niente di meglio che aggiungere un tocco di croccantezza, e ricoprirle col crumble. E il risultato è stato perfetto. Anche perché ho utilizzato lo zucchero scuro alla melassa, che ha dato quel tocco in più agli aromi e ai profumi già presenti.

CRUMBLE

2 cucchiai di farina

1 cucchiaio di zucchero scuro alla melassa

1 cucchiaio di burro

Mescolare tutti gli ingredienti insieme in una ciotola con le mani finché non si forma un composto granuloso.

Ho steso la pasta frolla, l’ho adagiata nelle piccole tortiere precedentemente imburrate e infarinate, l’ho bucherellata con una forchetta e ho infornato per circa 15 minuti a 180° C. Le ho estratte, ho messo 2 cucchiai di marmellata di rabarbaro in ognuna e ho ricoperto col crumble. Ho infornato per altri 15 minuti, finché il crumble non si è dorato.

Ah, la pasta frolla era in frigorifero dal giorno precedente, quindi era molto dura. Basta tagliarla con la spatola e sgretolarla con le mani per poterla rimpastare nuovamente e stenderla.

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Il tempo purtroppo non è cambiato. Nemmeno le persone lo fanno. Allora forse è meglio smettere di guardare fuori dalla finestra, con la speranza che succeda qualcosa, che migliori: puoi volgere lo sguardo da un’altra parte oppure prendere l’ombrello e uscire. E anche se ti bagni, non succederà nulla, anzi, forse ti scapperà un sorriso.

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