BETTER THE DEVIL YOU KNOW THAN THE DEVIL YOU DON’T KNOW

7 marzo 2013 § Lascia un commento

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Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. 

Questo vecchio proverbio non mi ha mai convinta del tutto, perché implica il rimanere immobili, non abbandonare mai le proprie posizioni, sia fisiche che mentali, non rischiare mai, non tentare mai nulla di nuovo, e mi chiedo dove saremmo se tutti fossimo rimasti sempre ai nostri posti, come soldatini obbedienti. Fa paura, è vero, ma d’altronde non avremmo le Americhe se Colombo non avesse imboccato quella nuova strada.

Ad ogni modo, oggi ho compreso a fondo, e condiviso, il significato di tale affermazione (anche se dubbiosa rimango). Tutto grazie alla pasta frolla.

La pasta frolla. Si direbbe semplice, basta impastare insieme burro, farina, uova e zucchero, ma le proporzioni, le proporzioni di tali ingredienti sono fondamentali. Ora non starò qui a redigere un trattato sulla pasta frolla, anche se non è detto che non lo faccia prima o poi, ma vi racconterò semplicemente la mia esperienza.

La mia amica Mara ha una passione per il limone, che si accentua in particolar modo quando si avvicina il suo compleanno. E se l’anno scorso mi ha chiesto dei cupcakes al limone, quest’anno si è spinta oltre con una lemon meringue pie, dolce che desidero realizzare da una vita ma non mi si è mai presentata l’occasione, e quindi prendo la palla al balzo. E per farmi capire esattamente cosa desidera, mi invia il link di una ricetta. La studio attentamente, la confronto con le mie conoscenze, e dopo diverse riflessioni e profondi tentennamenti, perché sono decisioni di vitale importanza, decido di apportare sì le mie ovvie modifiche, ma di seguire le dosi segnate per la realizzazione della pasta frolla. Anche se so che la ricetta classica non utilizza la pasta frolla, ma questa è un’altra storia. Insomma, la farò breve. Preparo la pasta frolla nella planetaria come sempre, le do l’ultima impastata a mano come sempre, la avvolgo nella pellicola e la ripongo in frigorifero a riposare come sempre, e dopo qualche ora, la estraggo, come sempre. Infarino il mio piano di lavoro e il mio matterello e inizio a stenderla, come ho sempre fatto, ma ecco, c’è qualcosa che non mi torna, c’è qualcosa che mi infastidisce, e che fa aumentare la mia temperatura corporea….delle crepe. Delle crepe tutt’intorno e sulla superficie della pasta frolla, che non dovrebbero esserci. Va bene piccola, forse hai bisogno di una rimpastata. E via a rimpastare per bene. La ristendo, ed eccole ancora, le crepe. Inizio ad urlarle contro, le chiedo cosa fa, cosa vuole da me, perché fa così, cosa ho fatto per meritarmi questo. Ma a quel punto ormai decido di non mollare, di continuare ugualmente e avvolgerla sul matterello per posizionarla nella tortiera, e lì allora lei mi trafigge il cuore…non vuole abbandonare il suo piano di lavoro, ci rimane attaccata con tutta sé stessa, ed inizia a sgretolarsi, lasciando pezzi di sé qua e là. Vorrei andarmene, sbattendo la porta, e abbandonarla, ma non posso, la mia amica ha bisogno della sua torta, e devo trovare una soluzione. Anche se l’esperienza mi ha insegnato che se incolli i cocci di una vaso rotto, le crepe rimarranno lo stesso e si vedranno sempre, come in una storia d’amore, ci provo, tentar non nuoce. Ed inizio a posizionare i pezzi della pasta frolla nella tortiera, e con tanta pazienza, alla fine ce la faccio, ho la base per la mia torta al limone…ma la prossima volta non mi avrai.

Non abbandonerò mai più la mia vecchia pasta frolla per quella nuova. Mai.

LEMON MERINGUE PIE

per la frolla (quando sarà il momento, vi darò la mia ricetta)

250 gr farina 00

100 gr zucchero

150 gr burro

2 tuorli

la buccia di un limone

1 stecca di vaniglia

per la crema al limone

4 tuorli

il succo di due limoni

la buccia grattugiata di un limone

un pizzico di sale

100 gr burro

100 ml panna liquida

250 gr zucchero

1 cucchiaino abbondante di maizena

per la meringa

3 albumi

l’equivalente del doppio del loro peso in zucchero

1 cucchiaino di maizena

Per la frolla, mettere tutti gli ingredienti nella planetaria e impastare con la foglia. Quando sarà tutto ben amalgamato, fare una bella palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigorifero per almeno un’ora. Dopodiché, stendetela nella tortiera precedentemente imburrata, infarinata e col fondo coperto da un cerchio di carta forno, bucherellate la pasta con una forchetta, copritela di carta forno per bene e metteteci sopra tanti fagioli o ceci secchi, e infornate a 180° C per circa 20 minuti. Estraetela dal forno e posizionatela su una griglia a raffreddare.

Per la crema, o lemon curd, mescolare con la frusta zucchero e tuorli per sbiancarli, aggiungere la maizena, la buccia di limone grattugiata, il succo di limone e il sale e mescolare bene. Aggiungere il burro a pezzetti e la panna e mettere il composto in un pentolino antiaderente o di rame, sul fuoco basso. Continuare a mescolare finché la crema non comincerà ad addensarsi. Versatela ancora calda nella base di pasta frolla precedentemente cotta, e preparate la meringa.

Montate a neve gli albumi con metà dello zucchero. Quando il composto sarà bene montato, aggiungete l’altra metà con la maizena, e continuate a montare per alcuni minuti, perché dev’essere montato veramente bene. Stendete la meringa su tutta la crema al limone ancora tiepida e copritela tutta per bene. Posizionate il resto della meringa al centro e cominciate a spalmarla con la spatola e a creare dei riccioli, dei ciuffi, insomma giocateci un po’ e divertitevi. Infornate per una decina di minuti, finché la meringa non comincerà a dorare. Estraete e fate raffreddare, e se non vi fate cogliere da un raptus famelico, copritela e conservatela in frigorifero.

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