LOOK INTO MY SWEET CHERRY EYES.

28 giugno 2013 § Lascia un commento

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Guardi negli occhi delle persone  e puoi vedere tante cose. Guardi negli occhi e puoi vedere l’amarezza e la delusione per il comportamento che non si aspettavano da parte di chi consideravano un amico. Guardi negli occhi e puoi vedere la forza e l’amore che spingono a sorridere verso quei piccoli riccioli, quando in realtà vorrebbero piangere per il dolore. Guardi negli occhi e vedi che brillano di commozione per quello che sentono di avere ricevuto nel poco tempo che avete trascorso insieme. Guardi negli occhi di un bambino e rivedi te stesso perché lui vede tutto di te, senza filtri. Guardi negli occhi e vedi solo tristezza nonostante si proclamino felici da tempo. A volte non ci puoi vedere proprio nulla perché quegli occhi guardano da un’altra parte, non hanno il coraggio di guardare nei tuoi e vederci quello che non riescono ad affrontare. A volte non ci puoi vedere proprio nulla perché sono le lenti attraverso cui guardano i tuoi occhi che sono sporche. A volte gli occhi che guardi sono circondati da rughe create da milioni di falsi sorrisi, e a volte ti imbatti in occhi che sorridono anche quando nessuno li guarda. A volte basta stare zitti e guardarsi negli occhi per capire tutto l’uno dell’altro. E a volte guardandosi negli occhi allo specchio non capiamo nemmeno noi stessi. A volte però bisogna saperli chiudere per guardare con un paio di occhi differenti in un’altra direzione. Gli occhi ti possono giudicare, condannare, ignorare, odiare, mortificare, umiliare, invidiare, criticare. Ma possono anche accogliere, comprendere, accettare, consolare, addolcire, sostenere, incoraggiare. Gli occhi fanno quello che vuoi tu, sono quello che sei tu. Come preferireste fossero i vostri occhi? Io se posso scegliere, e posso farlo, preferisco che i miei occhi siano come due ciliegie, due scure, intense, brillanti, dolci e morbide ciliegie.

VENTAGLI DI PASTA SFOGLIA ALLE CILIEGIE

1/2 rotolo di pasta sfoglia (l’altra metà avanzata dalla torta con le pesche)

una ventina di ciliegie

20 gr burro

zucchero di canna

1 baccello di vaniglia

zucchero a velo

Accendere il forno a 200°C. Stendere la pasta sfoglia su di un foglio di carta da forno, dandole una forma rettangolare. Io ho usato l’altra parte avanzata dalla torta con le pesche, quindi una striscia di 15X30 cm circa. Lavare le ciliegie, tagliarle a metà e togliere il nocciolo. Sciogliere il burro in un pentolino e spennellarlo su tutta la superficie della pasta sfoglia. Cospargerla con abbondante zucchero di canna, e i semini del baccello di vaniglia. Adagiarci le ciliegie. A questo punto, con delicatezza, iniziate ad arrotolare uno dei due lati più corti verso il centro. Arrivati al centro, vi fermate e iniziate ad arrotolare l’altro lato verso il centro. Avvicinare bene fra loro i due lati arrotolati e stringere bene con le mani. Con un coltello ben affilato, tagliare delle fette di circa 3 cm di altezza e appoggiarle su una teglia con un foglio di carta da forno, con il lato in cui si vedono le ciliegie appoggiato. Vi scapperanno delle ciliegie e capiterà che in alcuni tratti la pasta sfoglia si strappi, fa niente. Infornare per circa 30 minuti, o fino a quando raggiungono il colore che preferite. Estraete dal forno e lasciate raffreddare, dopodiché cospargete di zucchero a velo. Non sono perfetti a vedersi, ma comunque dopo il primo morso vedrete tutto con occhi diversi…

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WE CAN DO IT!

21 giugno 2013 § Lascia un commento

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‘…e sotto ai miei piedi c’e’ un baratro
e sulla mia testa c’ho gli angeli
e qui siamo proprio nel mezzo
nella terra degli uomini
dove suona la musica
l’amicizia si genera
dove tutto e’ possibile
dove un sogno si popola
la chitarra si elettrica
e risuonan gli armonici
dove ridono i salici
dove piangono i comici
e la forza si amplifica
e il sangue si mescola
e l’amore e’ una trappola
mica sempre pero’
qualche volta ti libera
e ti senti una favola
e ti sembra che tutta la vita non e’ solamente retorica
ma sostanza purissima
che ti nutre le cellule
e ti fa venir voglia di vivere fino all’ultimo attimo

dove suona la musica
nella terra degli uomini
dove trovi anche un posto per chi
ti sorride da un angolo’

E’ sempre una festa. E lo è perché muovi ogni singolo muscolo del tuo corpo, per saltare, cantare, ridere e piangere, battere le mani, urlare. E lo fai perché quell’uomo che è di fronte a te, che è su quel palco, ti sta dando tutto il possibile, tutto sé stesso, e forse anche di più. Quell’uomo è un mago e con la sua bacchetta magica scatena migliaia di corpi, accende migliaia di cuori, illumina migliaia di sorrisi. Ti racconta storie, le sue e le tue, canta a migliaia di persone quello che tu avresti voluto dire ad una sola di persona, e quello che avresti voluto sentirti dire solo da quella persona. Le sue parole sono rivolte a te, i suoi occhi guardano dritto dentro i tuoi, anche se intorno a te ci sono migliaia di altri volti diversi, e riescono a leggere tutto quello che nascondi affannosamente. E mentre lo fa, tende la sua mano verso di te, afferra la tua, e ti trascina via, in alto, lontano, e ti fa girare vorticosamente, fino a farti perdere il controllo, fino a farti perdere ogni barriera e ogni difesa, fino a far emergere semplicemente chi sei. E quando ti fermi e riapri gli occhi e ti guardi intorno, ti stupisci a vedere che non sei da sola, che quando c’è lui, non sei mai sola, ma sei dentro, nel mezzo di un’avventura spettacolare, fai parte anche tu di quella cosa meravigliosa. Ha ragione a cantare ‘ti porto via con me, ribalteremo il mondo’. Ieri sera per qualche ora lo abbiamo fatto, tutti insieme, lo abbiamo ribaltato questo mondo. Al grido di ‘POSSIAMO FARCELA!’.

TORTA FACILISSIMA DI PESCHE

1 rotolo di pasta sfoglia (un giorno vi farò vedere come si fa, ma ora, con questo caldo, è meglio tirarla fuori dal frigo già fatta)

2/3 pesche mature

zucchero di canna

scorza di limone

timo fresco

noci

zucchero a velo

Preriscaldare il forno a 180°C. Srotolare la pasta sfoglia e, se rettangolare, tagliate una striscia di circa 15X30 cm; se rotonda, tirate un pò per darle una forma rettangolare, e poi tagliate la striscia di circa 15X30 cm. Pulite e tagliate le pesche a fettine. Se preferite potete togliere anche la buccia. Distribuitele sulla striscia di pasta sfoglia in due file parallele, cospargete con abbondante zucchero di canna, e distribuite sopra la scorza del limone grattugiata, qualche fogliolina di timo fresco e qualche noce sminuzzata. Infornate, e dopo circa 20 minuti, estraete la teglia da forno e cospargete di zucchero a velo. Rimettete in forno per altri 10 minuti circa e gli ultimi minuti accendete il grill. Trascorso il tempo, togliete la torta dal forno e lasciate raffreddare. Io l’ho mangiata per colazione, ma credo sia ottima anche a fine cena con un po’ di gelato alla vaniglia. Ah la prossima volta magari proverò a cospargere le pesche con cannella e vaniglia, o con zenzero e peperoncino…provate la vostra variante!

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THE JUDGMENT LIME PIE.

17 giugno 2013 § 4 commenti

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Pulsa. Spinge. Infiamma. Squarcia. Ferisce. Non ha più voglia di rimanere nascosto, lì in fondo, nell’ombra. Vuole uscire, farsi sentire, partecipare, agire. Vuole fare quello per cui è stato creato, e che sta aspettando da molti anni, forse troppi. Gli altri come lui ce l’hanno fatta, hanno rischiato, sono emersi, ma non a tutti è andata bene. Alcuni erano di troppo, troppo scomodi, troppo poco allineati con gli altri, e per questo sono stati eliminati. Ma non si sono lasciati fare, non hanno ceduto con facilità, e dietro di sé hanno lasciato una scia di sangue e dolore. Per non essere dimenticati, per lasciare un segno della loro esistenza. Ma lui ci sta provando con grazia e delicatezza nonostante tutto, con lenta pazienza, quasi con un po’ di timidezza e discrezione. Ma inevitabilmente porta con sé disagio e sofferenze, pene e impedimenti. E ti chiedi perché lo stia facendo proprio ora, perché ora è tardi. Si potrebbe dire che non è mai troppo tardi, ma effettivamente lo é. Avrebbe dovuto farlo diversi anni fa, come fa la maggioranza, ma non l’ha fatto, ha aspettato, forse ha semplicemente e sapientemente atteso il momento giusto, che si direbbe sia arrivato. Perché nell’immaginario collettivo, la sua nascita segna la fine di un’era, il distacco dal proprio porto sicuro per immergersi ed esplorare acque più profonde ed incerte, per prendere il largo finalmente con i propri remi. Segna il momento in cui si comincia ad addentare la vita fino in fondo, in cui non vi è più nulla che non possa essere affrontato, masticato e digerito, anche ciò che appare più duro e resistente. Di tutti lui è quello meno appariscente, meno in vista, sempre nelle retrovie, e per questo ritenuto anche più inutile, tanto da poterne fare a meno, ma quando si decide, spesso si rivela una presenza ingombrante, che toglie spazio agli altri e li costringe a schiacciarsi fra di loro. E quando si decide, fa male. Fa molto male.

Ma un forte antinfiammatorio e un buon collutorio antibatterico aiutano a sopportare il dolore, mio caro dente del giudizio.

LIME PIE

200 gr biscotti digestive

30 gr zucchero

100 gr burro fuso

1 cucchiaio cacao amaro

2 cucchiai cocco grattugiato

4 tuorli

450 gr latte condensato

120 gr succo di lime

la buccia di 1 lime grattugiato

250 ml panna liquida montata

2 cucchiai zucchero

Preriscaldate il forno a 190°C. Imburrate una tortiera di 23 cm di diametro. Frullate i biscotti molto finemente, e aggiungete zucchero, cacao, cocco e burro fuso. Mescolate bene e foderate lo stampo, schiacciando bene. Infornate per 10 minuti. Estraete dal forno e lasciate raffreddare su una graticola, e abbassate il forno a 160°C. Nella planetaria con la frusta lavorate i tuorli per alcuni minuti. Aggiungete a filo il latte condensato, e continuate a mescolare per altri 5 minuti. Aggiungete il succo e la scorza di lime e mescolate bene, per ottenere un composto omogeneo e spumoso. Versate l’impasto sulla base di biscotti e infornate per 15 minuti. Estraete dal forno e lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente. Dopodichè riponete in frigorifero, meglio se per una notte intera, o comunque più tempo possibile. Prima di servire, montate la panna con i due cucchiai di zucchero, ricoprite la torta e decorate con una grattugiata di scorza di lime.

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GREEN THUMB AND BROAD BEANS PESTO.

10 giugno 2013 § Lascia un commento

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Non ho mai avuto il pollice verde. O almeno l’ho sempre creduto. In realtà non mi sono mai veramente applicata. Non sono mai stata attirata dalla cura dei fiori e delle piante, dal giardinaggio sul balcone di casa. Mai. Solo qualche mazzo di fiori recisi immerso nell’acqua di un vaso, che quando ormai sono secchi e flosci, puoi tranquillamente buttare senza sentirti in colpa, perché era comunque inevitabile che succedesse, era il loro destino. Ma le piante che affondano le radici nella terra ti fanno sentire in colpa perché se muoiono, è colpa tua che non le hai curate abbastanza. Ho fatto morire anche le piante grasse, e quello è stato un brutto colpo. Le varie piante di basilico che si sono susseguite sul balcone, non hanno avuto sorte migliore. E quindi all’inizio dell’autunno, ho ripulito per bene il mio balconcino, ho buttato tutto quello che non era necessario, piante morte comprese, lasciandone solo un paio che nemmeno una bomba atomica potrebbe ammazzare, e l’ho lasciato così, essenziale, per tutto l’inverno. Fino all’altro giorno. L’altro giorno non so cosa mi sia successo, ma mentre lavavo il pavimento, l’ho guardato, così vuoto e spoglio, e ho avuto la visione di un’esplosione di petali e di colori. Ho avuto il desiderio di avere delle piante di cui prendermi cura. Incredibile. E la mattina seguente, sono andata al mercato a prenderle. Riuscirò a non farle subire la stessa triste fine di tutte le altre che le hanno precedute? Riuscirò ad essere costante nel prendermene cura, e nell’amarle? Riuscirò a non dimenticarmi che hanno bisogno di acqua, e che sono io a doverle annaffiare e nutrire, se voglio continuare a godere dei colori dei loro fiori? Non so perché, ma ho il sospetto che queste stesse domande potrei farmele anche per altri aspetti della mia vita… E’ quasi una sfida con me stessa. Impara a curare, ad amare, a tenere vivo un piccolo fiore, e magari sarai in grado di farlo anche per qualcosa di più grande.

Ah, la ricetta del pesto di fave non c’entra nulla con questa storia, ma è verde, come il pollice che finora mi è mancato, ed è veramente buono. E questo a volte basta e avanza.

SPAGHETTI AL PESTO DI FAVE

180 gr fave fresche

la scorza di un limone grattugiata

una manciata di pinoli e mandorle

qualche foglia di menta fresca

parmigiano o pecorino

olio

sale

Pulire e lessare le fave in acqua bollente per 7/8 minuti. Scolarle e togliere le bucce. Metterle in una ciotolina con le mandorle, i pinoli, le foglie di menta, la scorza del limone grattugiata, un’abbondante grattugiata di parmigiano (o pecorino a piacere), olio e sale, e lavorare col minipimer, aggiungendo olio se necessario. Nel frattempo avrete messo a bollire l’acqua per gli spaghetti e li avrete anche cotti, e a questo punto potete anche scolarli, tenendo a parte un mestolo di acqua di cottura. Condire la pasta col pesto, qualche cucchiaio di acqua di cottura, qualche pinolo, una grattugiata di limone e una di parmigiano. Ah, se ve ne avanza, il pesto è ottimo anche così sul pane o direttamente dal cucchiaio…….

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CLAFOUTIS: THE FIRST BLOW OF SUMMER.

6 giugno 2013 § Lascia un commento

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Il mercato a giugno cambia volto. Spariscono le succose arance, i broccoli e le cime di rapa, le zucche, i funghi, e appaiono in tutto il loro brillante e scarlatto splendore le ciliegie. C’era solo l’imbarazzo della scelta perché si imponevano ovunque, su tutti i banchi, quelle di Vignola, i duroni, quelle classiche più o meno colorite, ma è stato impossibile non cedere alla tentazione di portarne un po’ a casa. Di portare finalmente il primo soffio d’estate tra le pareti della cucina. Di quest’estate che dovrebbe arrivare fra un paio di settimane, e che chissà se busserà alle nostre porte. Io un po’ lo spero. Un po’ tanto direi, perché vorrei toglierlo il piumone dal mio letto. Vorrei non dover buttare fuori il naso sul balcone ogni volta prima di uscire di casa, per sapere se posso permettermi di andare fuori senza calze e senza giubbetto, o devo riesumare il maglione di lana. Vorrei non dovermi sempre ricordare di mettere l’ombrellino in borsa, che non si sa mai. Vorrei smettere di guardare le previsioni nella speranza di vedere tanti piccoli soli uno dietro l’altro, e poter così finalmente organizzare un pic-nic. Vorrei smettere di domandarmi ad un certo punto della sera se i vicini stanno traslocando e trascinando i mobili, oppure se è il rumore di un tuono. Vorrei poter avere finalmente la certezza di cenare sul terrazzo dei miei amici e godermi la brezza serale. Vorrei godermi i tardi tramonti di queste giornate senza l’intrusione di pesanti e grigie nuvole all’orizzonte. A volte vorrei pure sudare, e non perché mi sto contorcendo come una biscia tarantolata a yoga insieme ad altre 25 persone. Insomma, chiedo solo un po’ di calore, quel calore di cui abbiamo tutti bisogno, e non parlo di quello metaforico, dell’affetto e bla bla bla, ma di quello fisico, del sole e dei suoi raggi che riscaldano il corpo, e che ci fanno rilasciare serotonina e attivare la vitamina D e la melatonina, che fa maturare il grano e sbocciare i fiori, che fa correre allo scoperto lucertole e gatti impigriti, che rende la pelle d’oro e i sorrisi di lucente avorio, e che fa venire il buon umore a chiunque. Come un morso dato ad un morbido e succoso clafoutis.

CLAFOUTIS ALLE CILIEGIE

500 gr ciliegie

100 gr zucchero

baccello di vaniglia e scorza di limone grattugiata

125 gr farina

sale

3 uova

300 ml latte

zucchero a velo per decorare

Lavate le ciliegie e toglieteci il gambetto. Ma non togliete assolutamente il nocciolo, le ciliegie rimangono più buone. Mettetele in una ciotola e ricopritele con 50 gr di zucchero, la scorza del limone grattugiata e i semini del baccello di vaniglia. Lasciate riposare 30 minuti. Riscaldate il forno a 180° C, e imburrate e infarinate una tortiera di 24/26 cm. In una ciotola mettete la farina setacciata, un pizzico di sale e i restanti 50 gr di zucchero. Sbattete le uova e aggiungetele, mescolando. Infine aggiungete il latte e mescolate bene. Piazzate le ciliegie sul fondo della tortiera e ricopritele con l’impasto. Infornate per circa 40 minuti. Fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo.

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