LET YOURSELF GO, YOUR FEET WILL RISE.

16 luglio 2013 § 2 commenti

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“Nel momento in cui ti lascerai andare, staccherai i piedi da terra e riuscirai a sollevarti”. Ecco, non è una metafora allusiva ma la pura e vera realtà, perchè io ero fisicamente a testa in giù e stavo cercando di tirare su le mie gambe per mettermi in verticale. Ma nulla, più rigida di uno stoccafisso, più pesante di un mammuth, mi sentivo leggera come un lottatore di sumo. E soprattutto stavo faticando come se stessi mantenendo tutto il peso del mondo sulle mie spalle. Pure la mia insegnante ha cercato di alzarmi, afferrandomi i fianchi e tirandoli su, ma niente, non riuscivo a staccare quel piedino da terra. Eh sì che ce la stavo mettendo tutta, i muscoli delle spalle e delle braccia tirati come un arco pronto a scoccare la freccia. E come dice lei, posseggo effettivamente due braccia rubate all’agricoltura. Come diavolo sia possibile, non lo so. Cioè sì lo so, me lo ha spiegato lei dopo, con quella frase è riuscita a darmi esattamente una visione della mia situazione. Rigida. Radicata. Pesante. Immobile. Che fantastica visione. Non che io sia mai stata una farfallina leggiadra, ma riuscire a staccare quei piedi da terra credo che mi sia concesso. Quanto inchiostro è stato sprecato per parlare di ormeggi mollati e porti lontani, ancore salpate e imbarcazioni in mare aperto, ma io non sto cercando di trascinare tonnellate di metallo galleggiante qualche chilometro più in là, sto semplicemente tentando di scollare 3 dita del mio piede dal pavimento e portarle qualche decina di centimetri sopra la mia testa. Nulla di così impossibile, di così irraggiungibile direi. O no? No no, direi proprio di no. Ho attraversato il mondo da sola, ho affrontato da sola tante situazioni, eppure ora trovo difficile spostare un piede. Quei piedi che ho spostato milioni di volte, quei piedi che mi hanno portata ovunque, che sono saliti, sono scesi, sono scivolati, hanno saltato, danzato e corso, ora devono imparare l’ennesima lezione: a non fare nulla, proprio nulla, a lasciarsi andare e farsi trasportare in alto.  A fidarsi che quella parte che loro hanno sempre osservato dal basso e che sono abituati a sorreggere da una vita, sia in grado di sorreggere loro per una volta. Ce la faranno? Ne sono sicura. Ma ho l’impressione che quando finalmente riusciranno a farlo, non ne vorranno assolutamente sapere di tornare giù.

INSALATA DI MIGLIO AL PESTO

200 gr miglio

qualche foglia di basilico fresco

noci, anacardi e semi di zucca

parmigiano

olio evo

1 cetriolo

2 pomodori

1 barattolo di ceci già cotti

feta

lime

timo fresco

sale e pepe

Cuocere il miglio in acqua salata per 15 minuti (o quelli riportati sulla confezione), scolare e lasciare raffreddare. Preparare il pesto con le foglie di basilico fresco, noci, anacardi e semi di zucca, parmigiano e olio evo. Tagliare a cubetti il cetriolo e i pomodori. Scolare bene i ceci. Tagliare a cubetti la feta. E mescolare tutti gli ingredienti insieme. Aggiungere una spruzzata di lime, sale e pepe a piacimento, e decorare con qualche seme di zucca e qualche rametto di timo fresco._MG_1611_MG_1624_MG_1625_MG_1634_MG_1647_MG_1654_MG_1660_MG_1665_MG_1680_MG_1684_MG_1729_MG_1695_MG_1686

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