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23 settembre 2013 § Lascia un commento

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Ieri mi sono trovata intorno ad un tavolo insieme ad otto donne. Ops, nove per la precisione, perché anche se solo di un mese e mezzo, Lea è già una piccola donna nella sua dolcezza e delicatezza. Donne con le quali ho condiviso una gran bella fetta della mia vita, e parlo di sette anni, con alcune qualcosa in meno, ma in quegli anni sono entrate tutte quasi quotidianamente nella mia vita. Ho incrociato i loro sguardi, ho ascoltato le loro parole e i loro silenzi, le ho viste a testa bassa chine sulle loro scrivanie, e le ho viste ridere piegate in due sotto un tavolo. Ho visto i loro capelli crescere, cambiare colore e forma. Ho ascoltato i loro drammi, i loro amori, le loro lacrime. Le ho viste litigare, e le ho viste abbracciarsi, e chiamarsi sorelle. Le ho viste con le occhiaie, la ricrescita e i piedi doloranti per i tacchi, le ho viste con la febbre e il raffreddore, le ho viste scivolare e cadere, le ho viste affamate e con la pancia piena, ubriache e felici, commosse e soddisfatte. Le ho viste arrabbiarsi, urlare, lanciare fogli, sbattere il telefono, prendere la borsa e andarsene, alzarsi e correre in un’altra stanza terrorizzate, passare domeniche pomeriggi a disegnare freccette sui post-it, le ho viste mostrare i denti e nascondersi dentro un armadio, le ho viste deluse e amareggiate. Abbiamo viaggiato insieme, abbiamo attraversato oceani, ad ovest e a est, abbiamo atteso e perso aerei, rivelato e condiviso fatti importanti davanti ad un drink all’ultimo piano di un grattacielo e vagato di notte in auto a Down Town L.A., ci siamo congelate spulciando nei mercatini e riscaldate bevendo litri di caffè da Starbucks. Le ho viste uscire da una porta e non tornare più, ma anche rientrare da quella porta dopo anni, come se nulla fosse cambiato. Le ho viste scambiarsi sorrisi falsi di circostanza, ed appoggiarsi sinceramente l’una all’altra in un momento di bisogno. Le ho viste dare fiducia ed essere pugnalate alle spalle. Le ho viste attendere inutilmente, sacrificare e sprecare il loro tempo, lavorare alle 4 di notte ed avere ancora la volontà di ridere e cantare. Le ho viste promettere amore eterno e trasformarsi in madri. Le ho viste odiarsi e augurarsi le cose peggiori, e quante volte io stessa avrei voluto non averci più niente a che fare.

Le ho viste crescere, e continuo a farlo. Ognuna di loro è diversa, ognuna di loro è unica, ognuna di loro è speciale. E ieri intorno a quel tavolo ad un certo punto ho pensato che non avrei potuto desiderare compagne diverse, perché con tutti i loro difetti rendevano quel gruppo unito e straordinario, perché nonostante il tempo e la distanza che ci separa, stamattina avrei voluto entrare in ufficio e vederle di nuovo tutte insieme.

PEPERONCINI RIPIENI SOTT’OLIO

750 gr peperoncini rossi tondi

200 ml aceto bianco

350 gr tonno sott’olio

4 filetti di acciuga

2 cucchiai di capperi

2 spicchi d’aglio

olio evo q.b.

Lavare i peperoncini e svuotarli del loro interno. Io l’ho fatto con l’attrezzo per bucare i cupcakes, si puo’ fare con il levatorsoli per le mele, o semplicemente incidendo un foro intorno al picciolo con un coltello appuntito e svuotarli con un cucchiaino. Mettere a bollire in una pentola dell’acqua insieme all’aceto, salare e versarci i peperoncini puliti e svuotati. Farli bollire per 3/4 minuti, scolarli e disporli su un canovaccio ad asciugare, preferibilmente tutta una notte. Preparare il ripieno mescolando bene con le fruste elettriche il tonno, i capperi, e le acciughe precedentemente sciolte in un pentolino. Una volta che il composto risulta cremoso e omogeneo, riempire i peperoncino con la sac-à-poche (è decisamente più facile e veloce rispetto ad un cucchiaino). Prendere dei vasetti precedentemente sterilizzati, e riempirli con i peperoncini, ponendoli ben dritti con la parte del ripieno verso l’alto. Coprite tutto con dell’olio extra vergine di oliva, e mettete un spicchio d’aglio, ed eventualmente anche una foglia di alloro, per aromatizzare. Chiudete bene e poneteli in un luogo buio e asciutto. E fra un mesetto scopriamo cosa è successo….

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