THE AUTUMN, SO IT IS.

29 ottobre 2013 § Lascia un commento

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Astenia autunnale. Ammetto di esserne stata vittima in queste ultime settimane. Di sicuro la decisione di rinunciare al caffè non mi ha aiutata, ma non ne sono così certa poi che, se al contrario avessi trangugiato litri di caffeina, sarei riuscita ad essere più motivata e attiva di un bradipo. All’affacciarsi di questa stagione, le differenze tra me e questo animale si riducono a zero. La sensazione che il proprio corpo si sia improvvisamente marmorizzato, la lentezza che lo trascina in avanti di metro in metro, che lo porta ad accasciarsi su ogni superficie possibile, comoda o scomoda che sia, la difficoltà ad eseguire qualsiasi gesto, fosse anche quello semplice di aprire gli occhi, diventa totalizzante, mentre lasciar cadere le palpebre diventa un’attività così piacevole. La posizione orizzontale diventa quella più consona al mio baricentro, ed anche solo il formulare un desiderio nella propria mente diventa eccessivamente faticoso. Ed è così che in queste ultime settimane la mia attività si è ridotta drasticamente. Anche solo l’idea di lavare una forchetta mi ha spesso impedito di mettermi ai fornelli. E quando portavo a termine l’attività con cui porto a casa una piccola pagnotta, il pensiero che si formulava sopra la mia testa era ‘sì, vabbè, il resto facciamolo domani…’.  Che pigrizia, che apatia, che fastidio.  Per il momento, il fascino delle foglie scarlatte e delle castagne abbrustolite, ancora non mi ha rapita. Lo so di essere abbastanza lenta e testona, ma abituarsi all’autunno è qualcosa che mi porta sempre più disagio. Tutti gli impegni, le motivazioni, gli stimoli, gli interessi, finiscono sepolti sotto cumuli di inerzia e indolenza. Bene, ma ora che è trascorso poco più di un mese dall’inizio di questa stagione infausta, direi che il mio periodo di assestamento è concluso. Sì, guardare fuori dalla finestra queste mille variazioni di grigio e dover accendere la luce di casa a metà pomeriggio, non è elettrizzante, per niente. Se chiudo gli occhi, la mia mente mi porta dove vorrei essere. Ma quando li apro, sono qui e solo qui, ed è questo che conta. L’autunno passerà, come passerà l’inverno, e tornerà la primavera, così si dice. E così è.

TORTA SALATA CON MERLUZZO, PATATE E ERBETTE

1 rotolo pasta sfoglia

2 filetti merluzzo

3 patate

300 gr erbette lessate

1 uovo

1 bicchiere panna liquida (anche vegetale, di avena, di riso, ecc)

prezzemolo

1 spicchio d’aglio

sale-pepe-olio d’oliva

Accendere il forno a 220°C. Pelare e tagliare a fettine sottili le patate. Metterle in una teglia con carta da forno, irrorarle di olio d’oliva e metterle a cuocere in forno a 220°C per 15 minuti circa, finchè non saranno cotte e dorate. Una volta estratte, abbassare il forno a 180°C. Nel frattempo cuocere i filetti di merluzzo in padella con un po’ d’olio e uno spicchio d’aglio, e metterli da parte. Tagliare finemente le erbette. Sbattere l’uovo in una ciotola insieme alla panna, salare e pepare, e aggiungere tanto prezzemolo finemente tritato. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda da forno e bucherellare il fondo. Mettere le erbette sul fondo, poi le patate e infine il merluzzo. Ricoprire tutto con il composto liquido, richiudere su sé stessi i bordi se necessario, e infornare a 180°C per circa 40 minuti. Estrarre dal forno e attendere che si intiepidisca.

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HAPPY BIRTHDAY TO ME CAKE.

28 ottobre 2013 § Lascia un commento

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Una settimana fa era il mio compleanno. Non è successo niente di ché. Non è cambiato nulla. Non mi sono svegliata al mattino sentendomi diversa, più matura o più vecchia. Mi sono svegliata esattamente identica a com’ero andata a dormire qualche ora prima. Non ho visto una nuova ruga nascere o un nuovo capello bianco spuntare. Non mi sono guardata allo specchio in mutande vedendomi più flaccida di prima. Niente di tutto ciò. Nessuna paturnia. Nessun motivo in più per deprimermi. Non ho tirato le somme dei miei 35 anni di vita e non mi sono fatta buoni propositi per i prossimi 35, né tanto meno per il prossimo compleanno. L’unico benedetto desiderio che avevo, era quello di guardare Pechino Express con le mie amiche, ma ovviamente quella sera hanno cambiato la programmazione. E questo semplice fatto, mi ha fatto capire ancora di più quanto sia inutile provare a programmare qualcosa, anche la più semplice, nella mia vita. E allora cosa fare? Preparo una fantastica torta di compleanno per me! E prendo anche le candeline, tutte e 35, non quelle con scritto il numero che non mi piacciono e mi fanno tristezza, ma 35 candeline da accendere e spegnere con un soffio. E la mia amica ha portato anche lo champagne, quello per le occasioni speciali ha detto. E così alla fine, senza volerlo, senza avere avuto voglia di festeggiare, mi sono ritrovata di fronte ad una torta di compleanno al cioccolato, ricoperta di candeline accese, ad esprimere un desiderio ad occhi chiusi, e a soffiarci sopra con tutta me stessa con la speranza che questa volta il desiderio si avveri, brindando con lo champagne e le mie amiche. E pensando che forse non è così orrendo festeggiare il proprio compleanno, ma che non devo aspettare per forza il prossimo per rifare la torta…!

TORTA AL CIOCCOLATO

120 gr cioccolato fondente

30 gr cacao in polvere

240 ml acqua

295 gr farina

2 cucchiaini lievito

1 cucchiaino bicarbonato di sodio

1 pizzico sale

225 gr burro

400 gr zucchero

3 uova

2 cucchiaini estratto di vaniglia

240 ml latte

PER LA GLASSA

400 gr zucchero a velo

100 gr cacao in polvere

160 gr burro

50 ml latte

lamponi per decorare

Scaldare il forno a 180°C. Imburrare e infarinare una teglia rotonda per torte di 20/25 cm (oppure due se le avete uguali e vi stanno nel forno insieme) e coprire il fondo con una foglio di carta da forno. Mettere a scaldare l’acqua in un pentolino. Tagliare a pezzetti il cioccolato e metterlo in una ciotolina insieme al cacao in polvere. Versarci l’acqua bollente, mescolare finchè il cioccolato non si sarà completamente sciolto, e mettere da parte a raffreddare. In una ciotola, setacciare la farina e mescolarla insieme al lievito, al bicarbonato di sodio e al sale, e mettere da parte. Nella planetaria o in una ciotola con le fruste, sbattere il burro fino a quando diventa cremoso. Aggiungere lo zucchero e continuare a lavorare con le fruste per 3-5 minuti. Aggiungere le uova, una alla volta, e mescolare bene. Aggiungere la vaniglia e il composto di cioccolato liquido, e mescolare bene. Aggiungere la farina e il latte, alternandoli in tre volte. Se avete due teglie uguali che vi stanno nel forno, potete versarci in due parti uguali l’impasto e cuocerlo contemporaneamente, altrimenti versate metà impasto in una teglia, cuocete e poi ripetete l’operazione con l’altra metà. Dovrebbe stare in forno circa 30/40 minuti, ma verificate la cottura con una stuzzicadenti. Quando entrambe le parti sono cotte, lasciatele raffreddare completamente su una grata. Se volete fare le cose per bene, con un coltello seghettato, togliete tutta la superficie superiore, inferiore e laterale delle torte, così otterrete una torta finale più soffice in bocca. Poi potete preparare la glassa, mettendo insieme lo zucchero a velo setacciato, il cacao in polvere e il burro tagliato a pezzetti, e lavorate tutto con le fruste lentamente finché non raggiungerà una consistenza sabbiosa. A quel punto, aggiungete il latte e mescolate con le fruste alla massima velocità per qualche minuto, finché la glassa non risulterà omogenea e soffice. Riempite una sac-à-poche con la glassa. Disponete il primo disco di torta su un piatto, copritela con la glassa e appoggiateci sopra l’altro , premendo un po’. Coprite i lati e la superficie della torta con la glassa e con una spatola stendetela bene. Decorate con i lamponi. Potete conservarla in frigo per una settimana e godervene una fetta lentamente ogni giorno….

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THE AUTUMN RAINY SUNDAY SOUP.

7 ottobre 2013 § Lascia un commento

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Domenica 6 ottobre. Mi sveglio sotto il piumone e guardo fuori, e penso “e chi me lo fa fare di uscire da qui”… Estraggo un piede e capisco già la piega che avrebbe preso la giornata. Coperta e divano. E così è stato. Nessun impegno e nessuno a rompermi le scatole. Io, il divano, la coperta e i film. E la verza comprata sabato al mercato. Non parlare e non comunicare con nessuno, cosa che mi riesce alquanto bene. Oggi nemmeno con me stessa. Avere come unica attività quella di scegliere quale film guardare, e mettere in pausa per prepararmi la zuppa e litri di tè caldo, unico metodo d’altronde per scaldare un po’ questa casa, che in questo periodo si trasforma in una ghiacciaia umida, più adatta a conservare prosciutti che una vita umana. Avere il naso umido e le unghie blu non è una piacevole sensazione. O ci si tuffa in un bagno caldo o si soffia su qualcosa di caldo tenuto stretto tra le mani, sotto una coperta. Ecco, questa domenica è volata via lentamente, tra il mio silenzio e qualche storia che mi ha fatto sorridere e appassionare, e col frigo ricolmo di zuppa pronta a scaldarmi.

ZUPPA DI VERZA

1/2 verza

2 carote

2 cipolle

2 patate

2 l brodo vegetale

2 cucchiai semi misti

olio, sale e peperoncino

Mettere a bollire 2 litri di acqua in una pentola, e quando bolle, scioglierci 2 cucchiai di brodo vegetale. Tagliare la verza a fette, pelare e tagliare a pezzi le carote, le cipolle e le patate. Mettere tutto a cuocere nel brodo per 20/30 minuti. Quando le verdure sono cotte, togliere buona parte del brodo e metterlo da parte. Frullare le verdure col minipimer, aggiungere i semi, l’olio, il sale e il peperoncino a piacimento, e frullare ancora bene col minipimer, aggiungendo brodo se è troppo densa. Condire con un filo d’olio e qualche semino.

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