WHITE SOUP. BUT BLUE IS THE WARMEST COLOUR.

19 novembre 2013 § Lascia un commento

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Per tre ore sono rimasta seduta sulla poltrona, spostando di tanto in tanto le gambe, accavallandole e distendendole. Ma con lo sguardo fisso, immobile.  Non mi sono per nulla accorta che fossero tre le ore trascorse, in quella posizione, su quella poltrona, in quel cinema. Potevano essere venti minuti, come sei anni. L’intensità rimaneva invariata. Uscendo dalla sala ho infilato le cuffie ancor prima di raggiungere l’esterno, per mantenerla quell’intensità, per impedire che nulla uscisse, e nulla entrasse per turbarla, per modificarla, per intaccarla. Volevo conservarla, il più a lungo possibile. Non volevo che qualcuno mi potesse distrarre da ciò che sentivo, da ciò che in quella sala si era insinuato sotto la mia pelle, nel mio petto e nei miei occhi, risvegliando qualcosa che c’era già, qualcosa che era già nato tempo prima. Qualcosa che è così spesso difficile da accettare, a volte impossibile. La realtà. E la sofferenza che essa si porta dietro. Ma per tre ore davanti a me non ho visto trucchi, inganni, artifici, travestimenti. Non ho avvertito lontananza, distacco, separazione, differenze, fratture. Non ho intravisto abbellimenti, fronzoli, ornamenti, decorazioni. Nessuno ha cancellato i difetti, nessuno ha eliminato le sbavature, nessuno ha reso migliori i baci e le lacrime, nessuno ha cancellato la sgradevolezza del dolore. Ti arriva dritto al centro del petto, in quel luogo dove non ci sono strutture, barriere, finzioni, illusioni. Dove tutto è reale. Se in quel luogo hai avuto il coraggio di andarci, in quelle tre ore non potrai fare altro che riconoscere te stesso su quello schermo, in quella storia, in quei passi, in quelle lacrime. In quella decisione che ti fa camminare via da ciò che desideravi, da ciò che hai perso, con lo sguardo impotente, inconsistente, vacuo, lasciandoti alle spalle quanto pensavi di aver già trovato, in direzione di qualcosa che non hai più voglia di raggiungere.

ZUPPA BIANCA

1 cavolfiore

2 porri

1/2 cavolo cinese

8 barbabietole bianche

1 l brodo vegetale

2 spicchi d’aglio

1 scalogno

zenzero

cannella-noce moscata

Tagliare finemente l’aglio e lo scalogno, e metterli in una pentola capiente a soffriggere con un po’ d’olio di oliva. Eliminare lo strato più esterno del porro e tagliarlo a fettine sottili. Pulire il cavolfiore e tagliarlo a pezzetti. Pulire il cavolo cinese e tagliarlo a striscioline. Pelare le rape e tagliarle a pezzetti. Metter tutto nella pentola, mescolare tutto con un paio di cucchiai di zenzero in polvere (o ancora meglio se fresco), coprire con il brodo vegetale, e cuocere per almeno una trentina di minuti, o fino a quando tutte le verdure saranno ben cotte. Passare poi tutto col mimipimer per ottenere una crema, e aggiungere un po’ di cannella e noce moscata. Ho condito con del parmigiano grattugiato e delle lamelle di mandorle, ma si può variare a proprio piacimento.

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