THE DAMAGE REPAIRED.

12 febbraio 2015 § Lascia un commento

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Ouf….che fatica! Finalmente mi sono fermata. Stop. Come al solito è stato il mio corpo a lanciarmi il segnale d’allarme. Basta! E per fortuna che qualcosa l’ho imparata e mi sono fermata appena in tempo, sul ciglio del burrone, senza rischiare di scivolare giù e rimanere appesa ad un ramo con il nulla sotto i piedi e la speranza vana che arrivi una mano a trarmi in salvo. Ho tirato il freno a mano, ho lanciato l’ancora, ho aperto il paracadute. In extremis. Non me ne compiaccio per nulla, anzi. Perché tra i mille talenti straordinari che posso avere, c’è quello di essere in grado di ripetere lo stesso errore all’infinito. C’è quello di aver imparato la lezione, ma di voler proprio averne la certezza, nel caso mi fosse sfuggito qualcosa, per cui ripeto l’anno di mia spontanea volontà. Potrei anche limitarmi a dare qualche materia a settembre (come ai miei tempi) e invece preferisco ripetere tutto dall’inizio, non si sa mai. E finisco incagliata nei soliti punti. Come la vedetta del Titanic, mi vanto di percepire al buio un iceberg dal semplice odore a chilometri di distanza, e mi ritrovo surgelato sul fondo dell’oceano. La mia incapacità a mettere in pratica la teoria da dove nasce? Dove si trova il pulsante che collega l’azione alla mente? L’hanno nascosto così bene? Sono proprio sicuri di avermelo dato in dotazione, o se lo sono dimenticati? Sto cercando, ma forse non abbastanza bene. O forse è difettoso e devo farlo riparare. E a me piace riparare le cose, “perché solo le persone intelligenti sanno trarre soddisfazione dalle riparazioni“, una saggia persona m’ha detto. Negli ultimi tempi ho lasciato che le cose andassero alla deriva, ho trascurato aspetti fondamentali della vita, della mia vita pardon, perché ora più che mai mi è chiaro come le cose importanti nella vita non siano le stesse per tutti. Mi sono fermata e ho visto dov’è il guasto, la crepa, la frattura. Ma non c’è nulla che con un po’ di colla e una pinza io non possa riparare e far tornare a funzionare.

PUMPKIN PIE

Per la base:

160 gr farina

1/2 cucchiaino sale

1 cucchiaino zucchero

110 gr burro freddo a pezzetti

Per il ripieno:

1 zucca di circa 2/3 kg

180 gr zucchero

20 gr miele

1 cucchiaino zenzero in polvere

2 cucchiaini cannella in polvere

1/2 cucchiaino noce moscata grattugiata

1/2 cucchiaino sale

360 ml panna fresca liquida

3 uova

Preriscaldare il forno a 210°C e riporre le due metà della zucca private dei semi a cuocere per circa un’ora o fino a quando la zucca non sarà morbida. Sfornate e lasciate raffreddare, dopodiché togliete la buccia e passate la polpa col minipimer fino a renderla liscia e omogenea. Per la base della torta, unite la farina setacciata con il sale e lo zucchero, aggiungete il burro freddo a pezzetti e lavorate il tutto nel robot con il gancio a foglia, fino a quando il composto non risulterà granuloso. Aggiungete 3 cucchiai di acqua ghiacciata e mescolate velocemente. Versate l’impasto su un piano infarinato e impastate velocemente e rapidamente con le mani. Appiattite l’impasto e dategli la forma di un disco, avvolgetelo nella pellicola e riponetelo in frigo per un’ora. Terminato il tempo, stendete l’impasto su una superficie leggermente infarinata e adagiatela in una tortiera  di 22 cm di diametro, e riponetela in freezer per circa 20 minuti. Estratta la tortiera dal freezer, rivestitela la basa con un foglio di carta da forno e ricoprite di fagioli secchi o simili, infornate per 20 minuti, dopodiché eliminate i fagioli e la carta da forno e terminate la cottura con altri 5 minuti in forno. In una pentola cuocete 500 gr di polpa di zucca con lo zucchero, il miele, le spezie e il sale, e mescolate per 5 minuti. Togliete dal fuoco, aggiungete la panna liquida continuando a mescolare con la frusta, dopodiché aggiungete un uovo alla volta, mescolando bene. Versate il composto nella base precotta e infornate a 190°C per circa 30 minuti. Prima di sfornare, verificate che la torta al centro sia ancora un po’ tremolante. Fate raffreddare e servite accompagnando con un po’ di panna montata.
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