SEMPLICEMENTE.

25 novembre 2015 § Lascia un commento

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Lettera di Seneca a Lucilio

Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto, raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore. Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va. Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro.

Ricominciare. Oggi. Da una nuova casa. Da un nuovo amore. Da un nuovo impegno. Da una nuova passione. Da una nuova luce. Ricominciare per dare un significato al passato. Ricominciare per permettere all’esperienza di avere un valore. Ricominciare perché nulla va perduto, nonostante la distanza faccia sfocare i ricordi. Ricominciare in questo momento, in questo bar, con questo caffè. In modo semplice, naturale, spontaneo, ascoltando ciò che di nuovo è entrato nella mia vita negli ultimi tempi. Imparando a togliere piuttosto che aggiungere. Imparando a fatica che comunicare è fonte di vita. Imparando ad alzare la voce, quando le parole espresse sono d’amore. Imparando che solo di me stessa posso avere paura. Solo del tempo perduto dietro a fantasmi ed illusioni. Imparando a vedere nella persona che ho al mio fianco la mia ricchezza, il mio miglior amico. Imparando a specchiarmi in lui ogni giorno, anche quando ciò che riflette non mi piace. Imparando che l’unione è la via, è la vita. Imparando ad espormi, a svelarmi, a spogliarmi. Imparando ad aprirsi alla semplicità della propria essenza. Imparando a darsi la possibilità di non sapere, per poter scoprire nuove vie, vedere nuovi aspetti, ascoltare nuove melodie, respirare nuova aria, vivere nuova vita.

TORTA SEMPLICE

120 gr farina

1 cucchiaino di lievito in polvere

120 gr zucchero

120 gr burro demi-salè

2 uova

la buccia di un limone grattugiata

Accendere il forno e portarlo a 180° C. Imburrare una teglia da plumcake. In un pentolino, sciogliere il burro a fuoco basso. In una ciotola abbastanza capiente, mescolare con le fruste zucchero e uova, fino a sbiancarli. Aggiungere il burro sciolto al composto. Aggiungere la buccia di limone grattugiata. Aggiungere infine la farina setacciata e il lievito, mescolare molto bene, e con l’aiuto di una spatola, raccogliere il composto dalle pareti della ciotola. Versare tutto nella teglia imburrata e infornare per circa 40 minuti. Sfornare e lasciare raffreddare su una griglia.

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